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Un racconto vero su l’esorcismo in chiesa

Ricordo un particolare , in una messa di liberazione “esorcismo” durante la messa avviene questo rituale di esorcismo e gli impossessati o presunti tali incominciano a dimenarsi a terra, a vomitare schiumare a rantolare, a girare le orbite degli occhi verso l’alto bestemmiare ecc. ho assistito 3 volte a queste messe del tutto autorizzate dal vescovo, non dico il luogo , e devo dire che la prima volta ne rimasi molto impressionato la seconda e terza no, esclamai tra me e me, “minkia” altro che Dario Argento, qui non

serve andare al cinema è tutto gratis!!! e sopratutto dal vivo, mi ricordo in specialmodo l’ultima volta quando mi sentii un piccolo pezzo di cacca, eravamo tre quattro di noi e tenevamo a terra una pesudo impossessata, che voleva sputare a tutti i costi in faccia al prete e lo voleva menare, io per istinto mi alzai ed andai a bloccarla come uso e costume era fare li nella chiesa, ed io con molti stenti riuscivo a tenerla ferma per le gambe mentre altri due per le braccia ed un’altro cercava di redimerla a parole, ma riceveva solo sputi in faccia, l’indemoniata diceva che ci conosceva tutti e ci minacciava dicendoci che quella sera stessa il demone ci avrebbe fatto visita, io quella sera ho atteso per ore il demone ma niente…, ad un bel punto mi vedo chiamare a gesti dalle prossimità della sacrestia da un ragazzo esile curvo su se stesso, diciamo un pò scoleotico con capelli rasi cortissimi, con due tipi diversi di crocifisso al collo (forse era il segno del suo grado) e questo tizio mi da un giubbotto catarifrangente del tipo a quelli che si danno alla protezione civile, o agli spazzini, o a quelle associazioni di complessati che cercano in quel giubbotto l’uniforme mancata o il ruolo mancato della loro vita, riformati, clienti dell’ufficio di igiene mentale, ecc.

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Non ricordo bene cosa fosse scritto dietro al giubbotto, ma era una cosa del tipo assistente alla sicurezza, vista la mia stazza il graduato in campo della sicurezza aveva deciso di arruolarmi, io cercai di non accettare questo dono o meglio questa promozione in campo, ma lui rispose, “è per distinguerti tra i nostri” io lo guardai un pò stupito e non riuscii a reagire data anche la situazione che era in atto, tra bestemmie, sputi, e prediche, intanto la ragazza tenuta ferma, ad un certo punto iniziò a dire, che eravamo tutti una banda “io aggiungerei una setta” di pazzi e che avrebbe dovuto dar retta a chi gli aveva consigliato uno psicologo anzichè una banda di pazzi e di gente che stava male io aggiungerei di inquisitori del II millennio, bene in quel preciso momento mi vidi esternamente dal mio corpo come se una telecamera mi inquadrasse dalla volta più alta della chiesa e mi vedevo spettatore di me stesso così ridicolo con quel giubbotto e con quella indemoniata tenuta per le gambe, ed ebbi un senso di schifo di me stesso e di tutti i presenti, da quel giorno non ho mai più voluto mettere piede in quel luogo anche se il mio era un’interesse scientifico e di conoscenza, e magari forse cercavo anche la mia fede.

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Peccato anche perchè ho perso l’occasione di mangiare una bella bistecca di carne in un locale adiacente alla strada del ritorno, e poi non ho più la possibilità di avere l’olio l’acqua e il sale benedetto, si perchè all’inizio prima che si celebrasse la messa, la gente diciamo i pellegrini “i fedeli” arrivati con i pullman depositavano davanti all’altare cassette d’acqua, sale ed olio d’oliva che veniva benedetta.

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Prima che inizziasse la messa chi era interessato ritirava un numero e poi siedeva in preghiera recitando un rosario interminabile, di tanto in tanto dalla sacrestia un tizio con un tabellone di carta indicava il numero successivo e la persona andava a consulto con l’esorcista, si perchè questo avveniva prima e durante la messa, perchè la messa veniva iniziata da un diacono, mentre il sacerdote esorcista faceva la sua entrata in scena sui 3/4 della messa recitando tutto in latino, ricordo che non capivo una mazza, mi pareva tornare al primo millennio quando la gente andava in chiesa e pagava la decima, ricordo solo che seguivo gli altri a cadenza di di qualche secondo nel farsi velocemente il segno della croce a delle parole pronunciate dall’esorcista, a volte scattava la croce successiva prima che avessi completato la prima, meno male che il raziocinio ha prevalso su di me… spero…

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Morale della favola anche se non lo è, prima di dare al paranormale le cose inspiegabili cerchiamo prima un’esame introspettivo in noi e poi magari torniamo alle pratiche medioevali, altrimenti che progresso abbiamo fatto negli anni? e soprattutto si eviti di rovinare dei poveri disgraziati che hanno solo problemi psicologigi e che per mezzo di alcuni frustrati o ignoranti che non si sanno dare delle spiegazioni associano tutto al paranormale. Spero qualcuno faccia un film da questo racconto ;-) ciao Pietr8

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