Varie

Russell sotto giuramento dichiarò il falso esempio per i Testimoni di Geova, l’albero buono si vede dai frutti…

Nel giugno, del 1912 il reverendo JJ Ross, pastore della chiesa Battista in James Street, Hamilton, Ontario, pubblicò un opuscolo: “alcuni fatti circa ‘il sedicente pastore’ Auto-Designato Charles T. Russell”
senza risparmiarsi nessuna parola nella sua denuncia verso Russel, circa le sue qualificazioni come ministro, o il suo esempio morale come pastore.
Russel immediatamente citò Ross a giudizio per diffamazione, nel tentativo di far tacere il  ministro coraggioso, prima che l’ opuscolo si diffondesse, mostrando così il suo vero volto, e gli errori nel suo pensiero (teologia).
Tuttavia Ross non si fece impressionare dall’ azione intrapresa da Russel e prese coraggio di fronte l’opportunità di mostrare a tutti Russel per quello che era.

Nel suo breve trattato Ross assalì gli insegnamenti di Russel esposti come “Studi di Scritture” definendoli come “la dottrina distruttiva di un uomo che non era ne un Teologo ne uno studioso” .Mr Ross ferocemente denuncia l’ intero sistema russeliano come anti-razionale, anti-scientifico, anti-biblico, anti-cristiano e una deplorevole perversione degli insegniamenti del caro figlio di Dio.

Continuando la sua arringa nel trattato, Ross espone Russel come uno pseudo-studioso e filosofo che non ha mai assistito alle lezioni di istituti superiori , e non conosce comparativamente niente della teologia sistematica o storica e di filosofia, e totalmente ignorante riguardo le lingue morte (Latino, Greco, Ebreo, ecc.).
Dovrebbe essere chiaro al lettore che a questo punto la difesa nonostante le false affermazioni di Russell doveva dimostrare che le accuse Di Ross non erano vere.

E’ significante notare, come Russell perse le staffe contro Ross quando nel marzo del 1913 la corte suprema dell Ontario, dichiarò che non c’erano le basi, per sostenere l’accusa di diffamazione, e che il caso era stato archiviato per le prove fornite dallo stesso Pastore Russell (si diede la classica zappa suo piedi).

Il “pasrore” Russell rifiutò di fornire le prove a sostegno della causa intentata, ad eccezione delle dichiarazioni fornite sotto giuramento da lui stesso nel controinterrogatorio effettuato dal legale di Ross, avvocato Staunton.

Negando  le accuse di Ross, il Russell si attribuiva automaticamente meriti come studioso, preparazione in teologia storia sistematica, conoscenza del greco e dell’ebraico ed  una valida ordinazione al ministerio impartitagli da un’organizzazione riconosciuta.

Ad ogni accusa contenuta nel libretto di Ross di cui fu data lettura completa,  Russell reagì con vigorosi dinieghi se si eccettua il punto in cui si parlava dello “scandalo del grano miracoloso”.

Qui egli ammise esservi “in un certo senso un granello di verità”

Ma il pastore Russell aveva infine commesso un grave errore: aveva deposto sotto giuramento davanti all’ Onnipotente  “di dire la verità, tutta la verità e null’altro che la verità”.

Presto avrebbe rimpianto la deposizione fatta  e rischiato di essere accusato di spergiuro, evenienza poco piacevole per il pastore” e che spiega pienamente la sua avversione per il banco dei testimoni “non quelli di geova”.

Per l’inconfutabilità delle prove addotte rinviamo ogni dubbioso lettore agli archivi dell’alta Corte dall’Ontario -processo per diffamazione: Russell contro Ross; 17 Marzo 1913.

Questa è la lampante prova documentata, della congenita disonestà e mancanza di principi morali da parte del “pastore” Russell dalla quale è nata una dottrina che tramanda le sue idee.

Il Processo

***

Quali sono dunque i fatti messi in luce dall’interrogatorio del 17 marzo 1913

Circa la sua formazione scolastica egli “Russell” aveva giurato che quanto detto su lui non rispondeva a verità, in sede di esecuzione ammise però di aver frequentato in tutta la sua vita le scuole pubbliche per un periodo non superiore a sette anni e di aver smesso gli studi all’età di quattordici anni…

L’interrogatorio di Russell si protrasse per 5 ore .

Ecco un’esempio della maniera nella quale il “pastore” rispondeva alle domande postegli.

Presentiamo qui a dimostrazione dell’accuratezza delle nostre affermazioni, la riproduzione verbale del processo relativo all’accusa di spergiuro elevata contro Russell, tratta da una copia esistente presso gli archivi della sede del movimento a Brooklyn.

Domanda: (avv. Staunton) —- “Conosce l’alfabeto greco?”.

Risposta: (Russell)- “Certo”

Domanda: (avv. Staunton) —- “Sapete leggere le lettere?”

Risposta: (Russell)—-“Alcune; per certune però potrei sbagliare”.

Domanda: (avv. Staunton) —- “Vorreste leggermi quelle che sono in alto alla pagina 447, che ho qui davanti?”

Risposta: (Russell)- “Non so se mi riuscirebbe”.

Domanda: (avv. Staunton) —-“Non sapete dirmi di quali lettere si tratta; volete dare uno sguardo per vedere se vi riesce?”.

Risposta: (Russell)-“Io direi… “[a questo punto fu interrotto e non gli fu permesso di continuare].

Domanda: (avv. Staunton) —- Avete familiarità con il Greco?”.

Risposta: (Russell)—- “No”.

Da questo resoconto della testimonianza si rilevano le frequenti contraddizioni del Russell che dapprima affermò di “conoscere” l’alfabeto greco e quindi messo alle strette dichiarava di poter cadere in errore nell’identificarne le lettere, è facile dedurne che Russell non conosceva l’alfabeto greco in nessun senso della parola.

Essendo incapace di leggere le lettere dell’alfabeto greco, il “pastore” Russell si rivelò spergiuro.

Egli aveva infatti precedentemente affermato di conoscerle, lasciando sottindendere si essere capace di recitarle a memoria.

Fa poca differenza perciò che la Torre di Guardia ammetta o no la colpevolezza di Russell, perchè secondo la trascrizione in suo possesso, è palese l’affermazione del “pastore” di conoscere quello che in seguito fu provato ignorava.

La prova conclusica è costituita dallo spergiuro innegabile del “pastore”.

Come si può infatti aver fiducia di un’uomo che non teneva alcun conto dell’evidenza?

Ma la deposizione resa da Russell non si ferma a questo.

Ad un attacco più a fondo compiuto dall’avvocato Staunton, egli ammise di non conoscere NULLA di latino e di ebraico, di non aver seguito studi di filosofia e teologia, e tanto meno di aver frequentato istituti di istruzione superiore.

Si tenga presente che poco tempo prima Russell aveva GIURATO di avere tale preparazione quando aveva respinto le dichiarazioni di Ross.

Ma ora non v’era via di scampo: il “pastore” era ora stato preso sul fatto nelle sue imposturee ne era conscio.

Si ricorderà ancora che egli aveva asserito di aver ricevuto regolare “ordinazione” al ministerio e di essere di condizione giuridica uguale se non superiore a quella dei ministri ordinati e riconosciuti.

Le seguenti domande postegli dell’avvocato Staunton, che chiese al querelante di rispondervi con un “si” o con un “no”, infransero quest’altra millanteria.

Avv. Staunton: —“E’ vero che non avete mai ricevuto ordinazione al ministerio?”.

Russell:– “Non è vero”.

Per ottenere una risposta diretta dall’interrogato, l’avvocato Staunton fu costretto ad appellarsi al magistrato che richiamò Russell all’obbligo di rispondere alle domande fattegli.

Esso quanto risulta dall’interrogatorio:

Avv. Staunton: — “Siete mai stato ordinato ministro di culto da un vescovo o da un ecclesiastico, da un presbiterio, da un consiglio o da qualsiasi organo costituito”.

Russell: (dopo una lunga pausa)– “Mai”.

L’incrollabile onestà di Russell “il pastore” questa volta aveva ricevuto un’altro duro colpo; la situazione gli era sfuggita dalle mani ed ora era impotente davanti all’avvocato Staunton che gli strappava dichiarazioni, una dopo l’altra, comprovanti la indubbia condizione di spergiuro premeditato.

Russell aveva inoltre GIURATO di non essere divorziato dalla moglie e che il tribunale non gli aveva imposto di versarle gli alimenti; ma avrebbe presto RIMPIANTO quest’affermazione.

L’avvocato Staunton lo costrinse ad ammettere che il tribunale aveva acceduto all’istanza di divorzio (nessuna però delle due parti aveva ottenuto un decreto definitivo)  ed aveva  concesso gli alimenti a sua moglie.

La prova esisteva, il risultato non ammettevadubbi: Russell era ormai segnato come spergiuro dal verdetto della corte che proscioglieva il reverendo Ross che giustamente gli aveva dato dell’ignorante!

Per cui le accuse mosse da questi venivano provate fondate.

La figura di Russell quindi risultava quella di un individuo privo di scrupoli che non aveva esitato a MENTIRE pur sotto il vincolo del GIURAMENTO e le cui dottrine manifestamente non erano frutto di  una solida istruzione sull’argomento in questione.

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